Montagne e curve a portata di moto


Un percorso in moto di sole curve lungo 90 km che, partendo da Verrès e passando per Saint-Jacques, ai piedi del Monte Rosa, arriva a Saint-Vincent

In una giornata di autunno con ancora il sole che scalda per bene e con i colori che la natura ci può offrire solo in questa stagione, prendere la moto e fare una bella girata è quasi inevitabile (per me lo è del tutto). Da motociclista appassionato e anche istruttore di Guida Sicura per Curve&Tornanti e F.M.I. , cerco sempre itinerari che abbiano meno rettilinei possibili. Il gusto di scorrere tra le curve, raccordandole tra di loro con un buon ritmo e in sicurezza, utilizzando la moto come uno strumento con cui interpretare il sound che più mi piace e facendomi “danzare” tra le curve, è molto appagante e anche uno dei modi migliori per scaricare le tensioni accumulate nella settimana di lavoro e prepararsi così al meglio per la successiva. Questa volta consiglio, specie a quelli che come me vivono in pianura, in mezzo alle risaie, un bel giro in Valle d’Aosta.

Destinazione Val d’Ayas

Quelle montagne che da casa mia (Novara) si vedono in lontananza, sono più vicine di quanto si pensi e sono pronte a circondarti in un baleno, appena lasci l’autostrada: vale la pena infatti uscire dalla A5 a Quincinetto per iniziare da subito a godersi i paesaggi e il buon asfalto della SS26 che attraversa la Valle d’Aosta. La meta del giro è la Val d’Ayas. Arrivati a Verrès si parte subito con la salita, percorrendo la SR45: ottimo asfalto e vedute fantastiche. Volendo, prima di iniziare a guidare, si possono anche fare quattro passi per ammirare la rocca di Verrès che sovrasta il paese: quando poi partite in moto, non dimenticate di accostare a destra solo dopo circa un chilometro e voltarvi per godere dall’alto la rocca.

Le curve continuano: tratti di misto abbastanza stretto si mischiano con allunghi e curve più aperte; il tutto mentre le montagne a destra, a sinistra e davanti, ti tengono sempre d’occhio. Arrivati a Brusson, se si ha tempo, raccomando una piccola deviazione verso Estoul (appena dopo il paese all’incrocio a destra), si percorre qualche chilometro con altrettante curve e si apre un paesaggio fantastico: prati verdi e montagne per ogni gusto, è impossibile non fermarsi a goderseli.

Per tornare a Brusson e continuare il nostro itinerario si deve ripercorrere la stessa strada: ma sono solo 7 km e anche fatti in senso opposto non sono niente male. Da Brusson, reimmettendosi sulla SR45 prima abbandonata, si arriva a Vollon, poi Extrepieraz e alla frazione Corbet si può girare a sinistra per Antagnod: questa strada (SR5) viaggia parallela all’altra, in pratica fino a Champoluc ed è un ottimo diversivo per alcuni chilometri.

Saint Jacques

Ancora un breve allungo e ci si ritrova a Saint Jacques, dove la strada finisce. Da qui si può vedere il ghiacciaio sovrastante dell’imponente massiccio del Monte Rosa: un vero spettacolo.

Saint Jacques è un bel villaggio, vale la pena visitarlo a piedi. Per mangiare consiglio le crêpes del Bar Ristorante Fior di Roccia in fondo al paese: fantastiche!

Si può anche trovare una simpatica casetta ricavata da un antico vagone ferroviario, che qualcuno ha inaspettatamente sistemato in una “rue” laterale, in mezzo alle tipiche casette che ci si aspetta di trovare in un villaggetto ai piedi dei monti.

Si ritorna, ma si continua!

Terminato il ristoro, sia degli occhi che del palato, si risale in moto, e giù per la valle a scorrere tra le curve, fino a ritornare a Challand Saint Anselme, da dove si può girare a destra (occhio al bivio, perché le indicazioni sono visibili solo proveniendo dal senso opposto) per gettarsi in un nuovo susseguirsi di curve e montagne, passando per Arbaz, sulla SR7 e valicando il Col Tzecore. Sembrerò ripetitivo, ma anche qui i paesaggi sono fantastici; la carreggiata però è stretta e l’asfalto è sicuramente meno bello e pulito del precedente: attenzione!

Si prosegue verso Moron e si arriva alla bellissima Saint Vincent. Si sono percorsi circa 90 km, quasi solamente di curve! Arrivati qui, che dire più di un bel: Mesdames et Messieurs, les jeux sont faits !

E per concludere un piccolo ma buon consiglio per la guida: troppi confondono l’andare forte con il guidare bene. Guidare bene vuol dire portare rispetto agli altri utenti della strada, a sé stessi e al mezzo che si guida; significa usare solo la propria corsia, perché se arrivi prima tagliando tutte le curve o curvando contromano non sei uno che va forte, sei solo uno spavaldo che rischia la propria vita e quella degli altri .

 

(autore: Stelvio Ferrara)


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