Dal mulino al pane. Tradizioni in festa a La Magdeleine

Evento dal 05/10/2013 al 06/10/2013
Tra antichi forni di villaggio e mulini per riscoprire il gusto, il profumo e la storia del tipico pane di segale valdostano

I villaggi della Valle d’Aosta hanno quasi tutti almeno un forno comunitario dove le famiglie cuocevano a turno il pane di segale per il proprio consumo, di solito una volta all’anno, all’inizio dell’inverno.

Il forno, simile ad una casetta in pietre col tetto in lose, era collocato all’interno del villaggio e normalmente poteva cuocere da 30 a 120 pani contemporaneamente; nei villaggi più grandi se ne potevano trovare più di uno. La bocca del forno si apre in facciata, mentre il tetto presenta una sporgenza notevole per offrire un buon riparo al fornaio durante il suo lavoro. Oggi alcuni di questi forni sono stati restaurati e vengono ancora usati: la preparazione comunitaria del pane rimane un elemento di aggregazione degli abitanti del villaggio e funziona anche da attrazione turistica.

Un tempo era tradizione che ciascuna famiglia cuocesse il pane necessario per un intero anno in una sola occasione, iniziando nei primi giorni di dicembre. Il pane veniva quindi conservato su lo ratelé, un rastrelliere di legno appeso al soffitto in modo da tenere le pagnotte al sicuro dai topi; e si aveva cura di spezzarlo solo al momento dell’utilizzo per mezzo di un attrezzo apposito: lo copapan.

La panificazione era quindi un rituale che rinsaldava ancora di più i legami sociali; e la storia del pane di segale valdostano ci porta, in questo caso, a La Magdeleine, in Valtournenche, dove ai forni si sommano ben otto mulini, sette dei quali recentemente restaurati, tra loro collegati da un doppio sentiero: quello di terra e quello disegnato dal ruscello che li aziona. Sabato 5 e domenica 6 ottobre a La Magdeleine rivive l’antica produzione del pane nero che coinvolge residenti e turisti; in quest’occasione i forni comunitari vengono riaccesi da mani esperte e riempiti con decine di profumate pagnotte in cui la farina di grano si mescola a quella di segale, più acidula ma più nutriente. Un cereale, questo, che fino a non molti anni fa caratterizzava l’agricoltura alpina valdostana, insieme all’orzo e all’avena. Una spiga, quella della segale, dal colore argenteo e dalla provata resistenza al freddo e all’altitudine, seppur meno generosa del grano in termini di resa.

Moulin Hatu, Moulin d’Arfonse, Moulin di Tonne, Moulin di Chioset, Moulin de la Place, Moulin di Mule e Moulin di Messelou: ogni mulino ha il suo nome. Ogni mulino ha il suo ruolo e il suo specifico valore per l’intera comunità.

“Du blé au pain”: passo dopo passo dalla spiga alla farina e dalla farina al pane. Una festa di villaggio aperta a tutti coloro che vorranno scoprire questo scrigno di cultura contadina.

(autore: Stella Bertarione)


Google Calendar iCal

Unable to contact Google Maps API service.

Inserito in A piedi, CULTURA, GUSTO, PERCORSI, Prodotti tipici, Tradizione

Tags: , , , ,

Puoi lasciare il tuo commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Calendario Eventi

mese prec Aprile 2020 mese succ caricamento...
D L M M G V S
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30