Sui sentieri dei contrabbandieri. La mia prima volta al Collon Trek

Evento dal 06/09/2013 al 07/09/2013
Questo weekend, oltre al Tor des Géants, il 6/7 settembre è di scena il Collon Trek

Sono trascorsi ben quattro anni dalla mia partecipazione alla 1^ edizione del Collontrek, corsa a coppie atipica nel panorama delle gare di corsa di alta montagna, ma il ricordo è ancora vivo.

Nato nel 2009 il Collontrek è una corsa di circa 22 km (1.250 metri di dislivello positivo e 1.230 di dislivello negativo) che si sviluppa lungo antichi sentieri utilizzati, un tempo, dalle vicine popolazioni transfrontaliere dell’Alta Valpelline (Italia) e della Val D’Hérens (Svizzera) come vie di transumanza e contrabbando.

L’idea di correre una gara di quel genere, a coppie, mi affascinava tanto che decisi di iscrivermi. In coppia mista, con Raffaele. Lui all’inizio, era titubante all’idea di correrla con me. Chissà come mai?! Alla fine l’ho convinto. E via. Qualche settimana prima: prove di percorso, sino al Col Collon (3008 m) il punto più alto della gara, insieme ad altri colleghi. Il mio ‘socio’ ha superato il test alla grande. Del resto non avevo dubbi.

LA CORSA, edizione 2009

Il venerdì a Valpelline: consegna pettorali, ramponi, controllo materiali e consegna sacchi per effetti personali, briefing e l’imperdibile pasta party.
Il sabato, a Bionaz (loc. Place Moulin): h 7.00 partenza randonneurs (ossia “ritmo più soft”); h 9.00 partenza élites (noi).

Pronti sulla linea di partenza. Giornata tersa, ma molto fredda, ci obbliga a coprirci bene: pantaloni lunghi, bandana, guanti. Si arriva a 3.000 m e la zona non è tra le più calde della Valle. Il mio compagno mi ricorda ancora di non partire subito “in quarta”. E allora… pronti via! Si percorre la strada sterrata che costeggia la diga per circa 5 km sino al rifugio Prarayer. Il ritmo è alto. Tutti partono “a fuoco”. Io mi contengo, coordino il ritmo con Raffaele. Ma è già una buona andatura… In poco più di 20 minuti siamo già in fondo alla diga ed ecco ad attenderci i primi tifosi.
Lo sterrato è terminato, inizia il sentiero e il dislivello vero e proprio: superato l’alpeggio di Praz de Modzon in breve raggiungiamo la Comba d’Oren e la percorriamo sino in fondo. Ma è ora la volta del tratto più impegnativo. Saltando da una pietra all’altra arriviamo all’attacco del breve tratto attrezzato con corde fisse e pedane in ferro, ma a rendere ancora più difficoltosa la salita è la presenza di ghiaccio.

DAL COL COLLON AL PODIO

Eccoci sotto il rifugio e mi sembra di udire una voce conosciuta: è Giovanna (mia mamma), piuttosto infreddolita, che ci incita come sempre a gran voce. Un saluto e, via, in direzione del Col Collon. Primo controllo cronometrico e fine dell’ascesa: la vista spazia sulla Comba d’Oren, la Gran Becca Blanchen e la Becca des Lacs e, a pochi minuti dal colle in direzione nord, si può godere della splendida vista sulla Vierge (3.230 m) e il laghetto di fusione ai suoi piedi, sulla Punta Kurz (3496 m) e sull’Evêque (3716 m).

Non c’è troppo tempo per guardarsi intorno e c’è l’obbligo di calzare i ramponcini, per percorrere un tratto di facile ghiacciaio. Noto la presenza di tanto pubblico svizzero che incita tutti in egual maniera. Passato il ghiacciaio, proseguiamo su un bel sentiero non troppo ripido. Inizia a fare più caldo. In discesa alcune squadre ci superano, infatti non siamo troppo abili, ma dopo tutto abbiamo già fatto un buonissimo tempo in salita. Siamo soddisfatti.
Ormai si scorge in fondo alla valle il paese di Arolla, ma non sappiamo che, una volta là, ci aspetta ancora un bel tratto in piano da correre. Ci avviciniamo nuovamente alla squadra mista che ci aveva superato: incito Raffaele a provare ad aumentare il ritmo. Mi guarda male… Forse è meglio lasciar perdere: lui poco agonista, io troppo. Ma all’improvviso, preso da un moto d’orgoglio, aumenta l’andatura sino a raggiungere i nostri avversari, per poi superarli e staccarli sul finale in salita.

Scopriamo solo più tardi che la fatica è stata ripagata con il podio. Siamo terzi con un tempo di 3h 19’. Un’ottima prestazione, direi (più di 50 squadre miste classificate).
Finalmente festa! Qualche birra, premiazione e grossi cesti con prodotti tipici del Vallese.
Ritorno in pullman, stanchi ma soddisfatti, verso Valpelline.

Ancora oggi, ringrazio Raffaele di avere condiviso questa breve ma emozionante avventura. E auguro, a tutti coloro che correranno in questi giorni, davvero una buona gara, sulle orme dei contrabbandieri.

(testo: Christiane Nex – foto: gallery Collontrek)


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