Missione Maxiavalanche 2013


Cronaca di una rivincita su due ruote attraverso il Plateau Rosa il bike park di Cervinia

Missione rivincita Maxiavalanche: dopo un’edizione 2012 per me un po’ sfortunata (non ho partecipato alla gara dopo le qualifiche del sabato… ), il buon Nicktez mi convince a partecipare anche nel 2013. L’obiettivo è di fare un bel gruppone di otto amici, e di riderne attraverso il nostro forum “Cinghiali Euganei”. Alla fine ci ritroviamo in 3: Niktez (veterano della Maxi), El Caballo (prima volta!) e Jepo (ovvero io, alla seconda edizione).

Il venerdì siamo troppo stanchi per provare la pista, decidiamo piuttosto di dare una occhiata alle nostre amate bighe. Io per l’occasione, anche se la gara si dovrebbe fare con le bici da enduro, decido di portarmi la DH (commençal): mi capita di usarla poco, per tre quarti della stagione giro con l’enduro, quindi almeno in queste occasioni si merita un bel giretto al fresco!

Sabato, appuntamento alle 8. Il meteo è super. Ci raggiunge anche El Caballo e via sul Plateau Rosa per un giro di prova prima delle qualifiche. Nicktez, da veterano esperto, ci farà da accompagnatore: purtroppo la sua spalla ancora malconcia non gli permette di partecipare alla gara.

Le prove

Raggiunti i 3500 metri, ci accoglie una bella neve ghiacciata e compatta. Nicktez parte e ci mostra la tecnica, ma appena ci provo io scivolo, prendo velocità, cado , freno, cado, mi rialzo metto un piede a terra, due piedi a terra, i freni fischiano e si scaldano, non frenano più!

Riesco comunque a fare quasi 4 km sulla neve, raggiungendo il percorso su pietre, guadi di ruscelli prima di entrare nel bike park tutto “spondoso”, con arrivo al traguardo di Cervinia. Complimenti all’organizzazione: il percorso è strafigo… peccato non saper andare sulla neve!

Le qualifiche

Dopo un po’ di riposo ripartiamo per le qualifiche, in cima al Plateau Rosa. El Caballo e io raggiungiamo la gabbia di partenza, al fianco di Frank Parolin… Cosa centriamo noi con lui? Niente, però abbiamo pagato e partecipiamo al giro in giostra!

Parto senza El Caballo che è rimasto indietro e rimango davvero impressionato dalla maestria dei pro sulla neve molle. Trovo anche io una tecnica per scendere abbastanza bene sulla neve: mi infilo su una traccia scavata e mi lascio scivolare con un piedi fuori!

Inizia il tracciato: pietraie, ripidi, rilanci, guadi, tratti pedalati… Rimpiangendo un po’ l’enduro, arrivo senza mai fermarmi all’inizio del bike park, e mi sento contentissimo, fiero dell’impresa.

Saluto Nicktez in versione giornalista, salgo sulla passerella di legno all’inizio del bike park e mi ritrovo senza uno dei miei pedali straitline, impossibile da rimontare senza una chiave inglese. Sconsolato e distrutto moralmente mi arrendo dopo vari tentativi e mi dirigo verso la funivia per scendere.

Arrivato alla seggiovia chiedo lo stesso a un negozio di sci se avevano una chiave inglese da 15, me la danno ma non riesco ad avvitare il pedale. Mi salva un vero e proprio colpo di genio: provo ad avvitare il pedale dalla parte opposta in modo da rifilettare la guarnitura (per fortuna che ho studiato all’istituto tecnico ! ) e ci riesco. Svito e riavvito dalla parte giusta e Yeah! La bici è pronta per ripartire!

Mi lancio giù per il bike park, con la gente che mi incita a finire, contento come un bambino. Con il sorriso stampato in faccia arrivo fino alla fine in paese: mi sono qualificato!

Dati cronometrici :
El Caballo : 38 minuti
Jepo : 50 minuti ( ultimo tempo, per fortuna il cronometrista non era già andato via! )
Frank Parolin : 16,23 minuti

La gara

È il giorno della gara: il meteo anche oggi è stupendo sole, cosa abbastanza rara a queste altitudini per 2 giorni di seguito. Prendiamo tutti gli impianti per salire sul ghiacciaio assieme agli altri partecipanti, con l’umore alle stelle, ammirando i Pro che salgono assieme a noi e sono sempre disponibili a scherzare o a fare qualche foto.

Dopo un po’ d’attesa si forma la gabbia di partenza della prima manche. I Pro prendono le prime posizioni, la tensione sale, la neve è bella compatta, si parte proprio appena scesi dalla funivia, e ci saranno i famosi 4 km di neve: con queste condizioni i più bravi possono raggiungere i 100km/h!

La Mass Start

George “The Boss” alza il cartello dei 30 secondi, lo gira per i 10 secondi: VIA! Partono tutti a razzo, ma i primi in poco tempo fanno il vuoto a una velocità che in poco tempo li perdiamo di vista. Lo spettacolo della Mass Start ci fa salire il cuore in gola per l’emozione!

Tocca ai challenger. El Caballo e io entriamo quasi per ultimi e ci mettiamo di lato. Prima di partire l’organizzazione ci dice di non andare troppo forte perché in fondo la discesa fa una curva e siccome la neve è molto ghiacciata molti Pro sono stati raccolti sulla rete come una pesca miracolosa, perché non sono riusciti a fare la traiettoria. Apprezzo il consiglio, ma so già che appena inizio a prendere velocità mi cappotterò alla grande!

I fatti non mi smentiscono: non c’è possibilità di andar piano: la bici prende subito velocità e diventa incontrollabile. 200 – 300 metri e bum prima caduta , risalgo e via giù altra caduta, così per quasi tutti i 4 km…

Finalmente arrivo al tracciato, sono stanco ma l’obiettivo è finire senza pause. Inizio una parte percorso che per paesaggi e varietà di ostacoli è molto divertente, e questo diminuisce la fatica, riesco anche a superare qualcuno, con la bici da DH posso permettermi velocità superiori sullo scassato.

Arrivo sulla passerella dell’inizio del bike park, dove Nicktez mi incita alla discesa. In questo tratto la bici va più veloce, alcuni rider si spostano molto cavallerescamente, e arrivo al traguardo! Obiettivo raggiunto: tutta la prima manche senza mai fermarmi, in 38 minuti!

Al minuto 58 arriva El Caballo, scortato dal buon Nicktez. Tagliano il traguardo assieme, ci abbracciamo e facciamo un po’ di festa. Sono stanco e non sono così sicuro di gareggiare anche la seconda manche, ma il mitico Caballo farà anche la seconda prova, e non posso lasciarlo andare su da solo. Sappiamo che ci aspetterà altra neve, anche se c’è il sole abbiamo i piedi bagnati e ghiacciati, ma ci facciamo coraggio.

Seconda manche

Arrivati in cima, i Pro aspettano l’organizzazione, e noi ne approfittiamo per fare una foto con Karim Amour, nostro idolo. La neve è già molle e l’organizzazione farà partire la seconda manche più in basso.

Scendiamo, ma non troviamo la gabbia di partenza, allora ne approfitto per mangiare. Scendono George e i suoi, e danno l’ok per piantare i picchetti e costruire la gabbia della partenza. Tutti i Pro sono pronti al via.

A parte i soliti 5 o 6 nomi che riescono a sfrecciare anche sulla neve molle, il resto della truppa rimane inchiodato: si scontrano, si ammucchiano, lottano per ripartire, e per noi challenger è un antipasto di quello che ci aspetterà fra poco…

Inizia il nostro show: i challenger non riescono neanche a partire con la bici, alcuni se la prendono in spalla, altri iniziano a scendere ma si piantano e cadono uno sopra l’altro. Più che una maratona di discesa, sembra “Giochi senza Frontiere”: piano piano anche io raggiungo faticosamente la fine della neve, è quasi una mezza vittoria, ma adesso viene il bello !

Memore della prima discesa, mollo la bici divertendomi, la fatica un po’ sparisce, supero un po’ di gente, arrivo al tratto pedalato del bike park. Questa volta tutti quelli che incrocio si spostano e riesco ad arrivare stanchissimo, ma senza fermarmi al traguardo: urlo liberatorio di 29,46 secondi. Yeaahhhh!!!

Merci Cervinia, 3 giorni favolosi!

(autore: Jepo)


Argomenti correlati:

Inserito in ADRENALINA, Downhill e Freeride

Tags: , ,

Puoi lasciare il tuo commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Calendario Eventi

mese prec Maggio 2018 mese succ caricamento...
D L M M G V S
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31